Tu Non Mentirai – Thou Shalt Not Lie

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Archivio per la categoria ‘Pensieri’

Distrazioni

Pubblicato da Max su 15 Novembre, 2009

Scrivo per te, eppure il mondo mi distrae.

Scrivo di te, ed è come raccontare il mondo, le sue luci, i colori.

Niente conclusioni. Niente esclusioni per lasciar dentro il messaggio.

Meglio qualche parola persa che correre il rischio di tagliar via la chiave per aprire i misteri del mestiere di scrittore.

Scrivere per te, respirare e poi tutto il resto, in un susseguirsi di assordanti verità da annotare e dimenticare, per tornare a cercarle quando il vento cambia. Quando la pagina finisce.

 

Un saluto. Max.

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Fermo immagine

Pubblicato da Max su 11 Novembre, 2009

Un volo, unico e fermo, nell’aria raccolta intorno ad un momento perfetto.
Un’immagine distinta e passeggera da leggere in un istante,
per decidere se afferrare quello slancio di pensiero
e buttarsi nel vorticante turbinare di tutti gli attimi che seguono.

Sarebbe bello avere sempre dei segni che ci aiutino a scegliere la giusta strada. Soprattutto in quei momenti topici in cui tutto sembra fermarsi, o almeno rallenta, e noi che si accelera avanti per afferrare il destino che ci viene incontro.

Un saluto, un po’ confuso. Max.

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Perchè no?

Pubblicato da Max su 3 Luglio, 2009

BIMBO ALLA FINESTRA - 17,5 X 25_jpgNiente era finito, perchè niente era mai cominciato.

Niente sarebbe stato, perchè niente avrebbe mai avuto inizio da lì.

Eppure era un attimo perfetto. Migliore d’ogni altro perchè unico. Irripetibile. Irrinunciabile.

Dunque no, nessuno me lo riporterà indietro, e non so perchè.

Però mi spiace: era un raggio di sole attraverso la finestra.

Un saluto. Max.

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Libertà e perfezione

Pubblicato da Max su 24 Febbraio, 2009

Non capisco come mai i ragazzi che hanno tra i 10 e 15 anni meno di me credano di essere perfetti.

Non prendono nemmeno in considerazione l’idea di non riuscire a raggiungere qualcosa, o di ottenere qualcosa che desiderino. Non è un atteggiamento che giudico errato a priori, ma mi nascono alcune perplessità.

Come si può veramente ottenere qualcosa se non ci si rende conto del percorso che si deve fare per ottenerla? Come è possibile avere padronanza di qualsiasi strumento a propria disposizione se si pensa di essere perfetti, senza necessità di miglioramento? Un atteggiamento così può provocare grandi atti d’eroismo, ma più per incoscienza che per consapevolezza della sfida. Manca la visione d’insieme del contesto in cui ci si muove, perchè il convincimento di essere perfetti nella propria libertà porta ad avere un comportamento acritico verso tutte le proprie azioni. Sappiamo benissimo, e senza sforzi filosofici, che dalla perfezione può nascere solo perfezione.

Ecco allora che la libertà viene espressa attraverso l’abbandono all’arbitrio senza critica, attraverso l’interazione sociale come mezzo d’espressione, e solo con azioni che possano colpire l’altro. In un mondo di perfetti e liberi, come si può interagire con qualcuno se non con gesti forti che sottolineino la propria esistenza?

Le priorità vengono distorte, e il percorso verso la maturità è semplicemente l’ambizione ad arrivare in un sistema di valori che riconosca il semplice esserci come valore massimo. Perchè affannarsi ad apprendere se la perfezione è già parte di noi? Perchè credere di dover capire le posizioni altrui se le nostre opinioni sono già inconfutabili?

La generazione subito dopo la mia non è solo ciò che ho detto fin’ora, anzi è ricca e viva, ma va aiutata. Andrà a finire che appena il mondo avrà necessità delle loro conoscenze per andare avanti, si troverà impreparata al compito, pensando che il sistema si regga da sè, e che semplicemente basta essere nel mondo giusto per dover ottenere tutto ciò che serve. (ho usato il verbo dovere non a caso).

Bisogna spendere la maggior parte delle risorse che abbiamo a disposizione a migliorare la qualità della vita della persone che popolano la società.

Anche l’istruzione concorre a migliorare la qualità della vita. Istruzione intesa come tutto l’insieme di nozioni ed esperienze che permettono ad un individuo di prendere coscienza di sè in relazione al prossimo ed al mondo. Non esiste libertà che non preveda di conoscere i propri limiti, limiti imposti anche dalla imprescindibile presenza di altre persone intorno a noi, indispensabili in una società complessa come la nostra. Invece siamo miopi e lasciamo alla famiglia da sola il compito di educare i figli. Non pensando che se in un contesto familiare non esistono i valori di bene comune, onestà e correttezza, questi non verranno trasmessi ai figli. Serve il controllo sociale su ogni individuo, inteso come condivisione di valori comuni su cui si fonda una soddisfacente convivenza pacifica e prospera, costruita con i principi che i nostri padri hanno messo nella costituzione italiana ed europea, e per i quali si sono combattute anche guerre.

Dobbiamo pensare al nostro futuro nel miglior modo possibile: educando ed educandoci a rispettare il prossimo e noi stessi.

Da ciò, potremo avere solo vantaggi.

Ovviamente, quanto scritto fin quì, non è che un pensiero espresso brevemente, e molti prima di me hanno detto meglio e con più vigore, gli stessi concetti. Ma volevo lo stesso dire la mia.

Un saluto. Max.

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Fortuna?

Pubblicato da Max su 20 Febbraio, 2009

La fortuna si chiama.

La fortuna si cerca.

Ma se ti bacia, è solo fortuna.

Un saluto. Max.

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Immaginazione

Pubblicato da Max su 19 Febbraio, 2009

Immaginazione è subire il fascino della Libertà,

innamorarsi di un dettaglio

e perdere la propria eternità

nella ricerca della perfezione.

Con o senza un bel gesto, è con l’immaginazione che rendiamo possibile la migliore Arte. Vedendo il futuro negli angoli del presente, e leggendo il presente dove è già arrivato il futuro.

Un saluto. Max.

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Bambini

Pubblicato da Max su 3 Febbraio, 2009

Amori semplici, semplici bellezze… Il bambino apprezza la varietà, apprezza il semplice perchè arriva al cuore del momento semplicemente vivendolo… e noi “grandi” ad apprezzare le complessità. Perchè ammettiamolo, è sapere che si può costruire sulla semplicità che ci permette di arrivare alle più alte vette di comprensione. Amore è conoscenza… o no?

Aggiungo una cosa: davvero “il fanciullo che è in noi” conosce dove guardare? In fondo c’ho messo una vita a riconoscere le sfumature di un mondo intenso come le sfumature dei colori di un tramonto in montagna…

Resto con gli occhi aperti, mi lascio emozionare… ma mi chiedo: è davvero così bello tornare ad osservare tutto con gli occhi di un bambino? Forse sì, ma non è dato avere un paragone se non con la memoria.

Un saluto. Max.

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Fuori dai denti

Pubblicato da Max su 29 Gennaio, 2009

Fuor da tutto.
Fuor dai denti.
Fuori d’ogni intenzione,
dentro le notti della ragione.
Ascolto il lamento
di chi s’è perso,
e chiudo fuori

il mio cuore.

Fuor da tutto.
Fuor dai denti.
Fuori da me stesso.
Lascio andare la mia voce,
senza tenermi dentro le parole.


Fuor da tutto.
Fuor dai denti.
Fuori da ogni perchè.
Chiedetemi ciò che non è,
la verità di ciò che mi circonda

ha smesso di essermi amica.

Non capirò mai chi prende una semplice descrizione dei fatti come un attacco personale. Fuori dalle colpe dei singoli, in cui tutti hanno una parte, io mi chiedo per quale motivo è così difficile accettare di poter avere un influenza negativa sulla realtà che ci circonda. Sarà che manca di umiltà questo mondo? Nel frattempo, se devo dire qualcosa a qualcuno, non mi trattengo. Specie se ho di fronte un arrogante.

Un saluto. Max.

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Neve, ghiaccio e altri pensieri

Pubblicato da Max su 10 Gennaio, 2009

Ha nevicato a Milano. Tra la befana e il fatidico rientro a scuola e lavoro per la maggior parte dei milanesi. Le previsioni ne davano notizia già da parecchio ( il meteo del mio igoogle lo sapeva da 4 giorni, e secondo me è parecchio ).

Io sono rientrato a lavoro il giorno 5 gennaio. 6 festa. 7 caos totale. Ho attraversato 4 km in centro che sembravo un rompighiaccio canadese. Ma non è di questo che volevo parlare.

Il giorno 8 gennaio gli spazzaneve sembra riescano a raggiungere anche le vie interne del capoluogo meneghino, e l’emergenza sembra risolta… ma a questo punto ci si domanda: perchè c’è stata l’emergenza?

Han chiesto l’impossibile agli operai del comune, non hanno chiuso le scuole, hanno sprecato il sale nella spruzzatina di un mese fa.

Ho delle idee al riguardo ma volevo soffermarmi su una questione che mi sta più a cuore: il sindaco di Milano, di concerto con la protezione civile, nella notte tra il giorno 8 e il giorno 9 ha chiesto e ottenuto l’aiuto di 650 militari che in giro per le strade hanno aiutato a togliere la neve (ormai ghiacciata) dai lati delle strade e dai marciapiedi. Visto che li hanno chiamati, non potevano farlo prima che cominciasse a piovere e a gelare? Magari si riusciva a fare di più. Bastava cominciare la mattina dell’ 8. Invece di perdere il tempo a dire che hai tutto sotto controllo e poi chiami la protezione civile. Tutti quelli impegnati nell’attività hanno lavorato per 24 ore consecutive, con poco riposo, per sbloccare le arterie principali di una città che si rimette in moto dopo la pausa, tra la gente a cui dava fastidio il rumore notturno.

Come si può immaginare, una pala d’acciaio che picchia sul ghiaccio fa del rumore. Alcuni solerti cittadini s’affacciavano alle finestre chiedendo che si smettesse di fare baccano…(si sono sentite parole come “andate via straccioni”) ma poi la mattina hanno trovato le proprie auto libere dalla neve – magari senza i militari sarebbe passata la Moratti stessa a togliere il muretto di ghiaccio che le avvolgeva o la scivolosa lastra di ghiaccio davanti la soglia del condominio. Certo non è bastato. Ma da un paio di giorni ho in testa un pensiero:

I milanesi hanno il sindaco che si meritano.

Per quanto riguarda la giunta: dovranno capire tutti insieme, Moratti in testa, che bastava organizzarsi poco poco per non finire sommersi da 40 cm di neve… come se fosse strano o imprevisto che nevichi a Milano!

Per quanto riguarda i milanesi: possibile che voglio più bene io a questa città (in cui sono venuto senza desiderio), e mi sbatto di notte e con energia per rimediare ad un errore altrui, che non voi che non avete nemmeno lontanamente pensato di spazzare i marciapiedi contigui ai vostri palazzi?

Un saluto, infreddolito. Max.

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Il lavoro

Pubblicato da Max su 19 Dicembre, 2008

tutti a guarda

tutti a guarda'

Nobilita.

Ma ne siamo sicuri? Non riesco a contare le volte in cui solo per lavorare ho dovuto chiedere favori, fare favori, fare figure di merda e prendermi delle serie incazzature.

Sembra un tutti contro tutti, un si salvi chi può. Che fine ha fatto la solidarietà, l’onestà, la rettitudine morale e materiale? Chiaramente la morale, di questi tempi, non può essere scomodata… anche perchè va trovata, e latita da qualche tempo.

Sono quotidianamente inserito in un contesto gerarchico organizzato ed altamente specializzato. Ognuno ha il suo lavoro, il suo compito. Se lo fa al meglio, il vicino può fare al meglio il proprio: come in un circolo virtuoso. Se qualcuno non fa, un altro dovrà fare al posto di quello.

Il mio sfogo, perchè questo è uno sfogo, riguarda una cosa: solo chi lavora, sbaglia.

Chi sa fare fa. Chi non sa fare, insegna. Chi non sa insegnare, supervisiona. Chi non sa supervisionare, sovrintende… e via così, ma alla base della catena, qualcuno si dovrà rimboccare le maniche. Dunque se tutti stanno a guardare, quel poveraccio che fa del suo meglio, in buona fede ed onestamente, difficilmente farà qualcosa che va bene a tutti quanti!

Un saluto, un po’ amareggiato. Max.

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