Pubblicato da Max su 31 Gennaio, 2009
In giro per la città. In auto per le vie a doppio senso di questa città che il senso lo sta perdendo.
Girando per la via che mi avrebbe immesso sulla strada dove abito, ho assistito ad una scena breve ma interessante.
Io vi ho assitito brevemente, ma probabilmente era l’epilogo di una lunga discussione.
Auto ferma in doppia fila con le quattro frecce accese; un ragazzo alto e di bell’aspetto sta scendendo e con lo sportello
occupa tutta la corsia, questo mi constringe ad aspettare quell’attimo in più dietro la sua macchina verde per cogliere
la scena che stava avendo luogo:
Lui si gira con la faccia dura e alzando la mano indirizzata verso chi occupa il sedile del passeggero pronuncia delle semplici
parole <ma tu, che vuoi da me?>
Si gira, molto virilmente e si allontana, mentre io riesco ad oltrepassare l’ostacolo sulla carreggiata e mentre passo noto la faccia attonita
di una bella ragazza dai capelli scuri che guarda fissa il punto dove è scomparso da poco meno di un momento il bel ragazzo dal cappotto grigio.
Non saprò mai chi fossero quei due, come nemmeno saprò mai se troveranno un modo per fare pace… ma è stata una scena di una intensità
rara.
Non sono un guardone, uno di quelli che s’impicciano dei fatti privati degli altri, ma alle volte basta un dettaglio per avere tutta la mia attenzione.
Spesso, come in questo caso, ho scoperto un momento intenso come solo certi film di classe sanno realizzare.
La bellezza della realtà si rende evidente nel momento in cui si può commentare qualcosa accaduto nel tragitto casa-supermercato-casa con parole come queste:
nemmeno nei film.
Un saluto. Max.
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Pubblicato da Max su 29 Gennaio, 2009
Fuor da tutto.
Fuor dai denti.
Fuori d’ogni intenzione,
dentro le notti della ragione.
Ascolto il lamento
di chi s’è perso,
e chiudo fuori
il mio cuore.
Fuor da tutto.
Fuor dai denti.
Fuori da me stesso.
Lascio andare la mia voce,
senza tenermi dentro le parole.
Fuor da tutto.
Fuor dai denti.
Fuori da ogni perchè.
Chiedetemi ciò che non è,
la verità di ciò che mi circonda
ha smesso di essermi amica.
Non capirò mai chi prende una semplice descrizione dei fatti come un attacco personale. Fuori dalle colpe dei singoli, in cui tutti hanno una parte, io mi chiedo per quale motivo è così difficile accettare di poter avere un influenza negativa sulla realtà che ci circonda. Sarà che manca di umiltà questo mondo? Nel frattempo, se devo dire qualcosa a qualcuno, non mi trattengo. Specie se ho di fronte un arrogante.
Un saluto. Max.
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Pubblicato da Max su 16 Gennaio, 2009
Di notte, leggero s’incontra,
il peso di un’anima affine.
Un grazie a Milan Kundera.
Un saluto. Max.
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Pubblicato da Max su 10 Gennaio, 2009
Ha nevicato a Milano. Tra la befana e il fatidico rientro a scuola e lavoro per la maggior parte dei milanesi. Le previsioni ne davano notizia già da parecchio ( il meteo del mio igoogle lo sapeva da 4 giorni, e secondo me è parecchio ).
Io sono rientrato a lavoro il giorno 5 gennaio. 6 festa. 7 caos totale. Ho attraversato 4 km in centro che sembravo un rompighiaccio canadese. Ma non è di questo che volevo parlare.
Il giorno 8 gennaio gli spazzaneve sembra riescano a raggiungere anche le vie interne del capoluogo meneghino, e l’emergenza sembra risolta… ma a questo punto ci si domanda: perchè c’è stata l’emergenza?
Han chiesto l’impossibile agli operai del comune, non hanno chiuso le scuole, hanno sprecato il sale nella spruzzatina di un mese fa.
Ho delle idee al riguardo ma volevo soffermarmi su una questione che mi sta più a cuore: il sindaco di Milano, di concerto con la protezione civile, nella notte tra il giorno 8 e il giorno 9 ha chiesto e ottenuto l’aiuto di 650 militari che in giro per le strade hanno aiutato a togliere la neve (ormai ghiacciata) dai lati delle strade e dai marciapiedi. Visto che li hanno chiamati, non potevano farlo prima che cominciasse a piovere e a gelare? Magari si riusciva a fare di più. Bastava cominciare la mattina dell’ 8. Invece di perdere il tempo a dire che hai tutto sotto controllo e poi chiami la protezione civile. Tutti quelli impegnati nell’attività hanno lavorato per 24 ore consecutive, con poco riposo, per sbloccare le arterie principali di una città che si rimette in moto dopo la pausa, tra la gente a cui dava fastidio il rumore notturno.
Come si può immaginare, una pala d’acciaio che picchia sul ghiaccio fa del rumore. Alcuni solerti cittadini s’affacciavano alle finestre chiedendo che si smettesse di fare baccano…(si sono sentite parole come “andate via straccioni”) ma poi la mattina hanno trovato le proprie auto libere dalla neve – magari senza i militari sarebbe passata la Moratti stessa a togliere il muretto di ghiaccio che le avvolgeva o la scivolosa lastra di ghiaccio davanti la soglia del condominio. Certo non è bastato. Ma da un paio di giorni ho in testa un pensiero:
I milanesi hanno il sindaco che si meritano.
Per quanto riguarda la giunta: dovranno capire tutti insieme, Moratti in testa, che bastava organizzarsi poco poco per non finire sommersi da 40 cm di neve… come se fosse strano o imprevisto che nevichi a Milano!
Per quanto riguarda i milanesi: possibile che voglio più bene io a questa città (in cui sono venuto senza desiderio), e mi sbatto di notte e con energia per rimediare ad un errore altrui, che non voi che non avete nemmeno lontanamente pensato di spazzare i marciapiedi contigui ai vostri palazzi?
Un saluto, infreddolito. Max.
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Pubblicato da Max su 5 Gennaio, 2009
Un bacio. Un bacio solo, e poi un bacio ancora.
Portami dove le tue labbra raccontano i tuoi sogni,
dove le emozioni si mescolano all’eternità di un pensiero ardito.
Lasciami entrare nelle svolte del tuo destino,
e permettimi di guardare il tuo luminoso mondo
dall’interno delle tue perplessità.
Un bacio. Un bacio ancora, ma non un bacio solo.
Un saluto. Max.
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