Un volo, unico e fermo, nell’aria raccolta intorno ad un momento perfetto.
Un’immagine distinta e passeggera da leggere in un istante,
per decidere se afferrare quello slancio di pensiero
e buttarsi nel vorticante turbinare di tutti gli attimi che seguono.
Sarebbe bello avere sempre dei segni che ci aiutino a scegliere la giusta strada. Soprattutto in quei momenti topici in cui tutto sembra fermarsi, o almeno rallenta, e noi che si accelera avanti per afferrare il destino che ci viene incontro.
Un saluto, un po’ confuso. Max.
Fermo immagine
Pubblicato da Max su 11 Novembre, 2009
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Cominciamo. Cominciamo bene.
Pubblicato da Max su 8 Novembre, 2009
Liberato da tutto,
liberato anche da me stesso.
Aspetto in semplice attesa,
venerando ogni signolo momento
che mi separa dal tornare
finalmente,
al punto da cui sono partito.
Al punto in cui tutto è cominciato.
Un saluto. Max.
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Lascio dire
Pubblicato da Max su 7 Novembre, 2009
Lascio dire a semplici parole quello che lunghi silenzi non ti hanno ancora saputo raccontare.
Un unico punto in comune tra il mio presente e tutto ciò che lo contiene: il tuo sguardo dolce che tiene insieme i pezzi della mia anima.
Ho strappato frammenti d’avvenire dal mio futuro per poterli mettere sull’altare della mia passione per te. Misteri insondabili nuotano nell’aria densa che si raccoglie intorno agli attimi decisivi.
Solo il mistero più grande, però, mi è stato svelato; il motivo per cui non cade tutto in frantumi verso l’ignoto termine dell’universo: la tua dolcezza.
Un gesto, un gesto ancora, ancora una carezza poi potrò tornare nel vento da cui sono venuto, quel vento di speranza e fantasia nato dai sogni di una notte qualsiasi, e che correrà verso lo straordinario domani che ci aspetta, insieme io e te, in fondo al sentiero della vita.
Un saluto. Max.
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Finalmente, in questo vento
Pubblicato da Max su 17 Ottobre, 2009

Vento rosso - Maurizio gagno
Rossi venti si scambiano saluti.
Scarmigliati passanti s’affrontano e si superano.
Libero, nell’aria, tutto ciò che vedo;
mi libero, nell’aria,
di tutto ciò che ha un peso.
Mi sciolgo, finalmente nel suo canto,
scompaio, lentamente, in questo vento.
A prestare attenzione, si può ascoltare di tutto nel canto del vento, perfino se stessi.
Un saluto. Max.
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Per sempre ma non ancora
Pubblicato da Max su 8 Ottobre, 2009
Ascolto il pigolio del vento tra le pieghe di questa vecchia casa che mi ospita.
Altri silenzi accompagnano i mie tormenti.
Mi libero del mio tempo con rammarico, a poco a poco,
un attimo alla volta, alla spicciolata.
Aspetto, aspetto, e aspetto ancora.
In tardiva attesa di una luce che fu splendente, ma non più.
Finalmente cerco ciò che m’attende da sempre, inseguo quello che sarà mio per sempre.
Rassegnato e stanco, me ne andrò. Insoddisfatto e triste.
Me ne andrò per sempre, ma non ancora.
Un saluto. Max.
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Ogni venerdì
Pubblicato da Max su 8 Ottobre, 2009
Un racconto.
Ogni venerdì vado in viaggio dalla città dove lavoro a quella dove ho casa.
Ogni venerdì salgo sul treno e l’unica cosa che chiedo alla vita, per quelle 4 ore, è che non diventino 5 con qualche ritardo.
Ogni venerdì gioco con l’idea di stare facendo per l’ultima volta quel tragitto, pensando a cosa potrebbe rimanermi da portare via alla fine.
Ogni venerdì fuggo letteralmente, per essere il prima possibile a casa, dopo essere sceso alla stazione mi scaravento giù per i corti gradini con lo zainetto sulle spalle per non perdere l’autobus in coincidenza.
Ogni venerdì, arrivo davanti alla porta di casa. Davanti alla porta che, insieme a tutto il resto, finisco di pagare tra circa 19 anni, se tutto va come deve (certo che se va meglio finisco anche prima, ma ci conto poco).
Ogni venerdì entro in casa, e annuncio la mia presenza, la reazione è pressoché sempre identica: un lungo silenzio.
Mi avvio sempre con la massima attenzione, cercando di non fare rumori forti, pestando i piedi o urtando qualcosa. Un’abitudine di un tempo passato.
Entro nella stanza da letto, mi spoglio e sistemo gli abiti.
Ogni venerdì, mi aggiro per casa in mutande e mi guardo ogni angolo, riconoscendo le molte cose che mi sono familiari. Che ormai sono familiari solo a me, e nessun’altro le riconoscerà mai più.
Ogni venerdì mi fermo in mezzo alla sala, la guardo per quello che è: riempita solo del vuoto che ormai mi porto sempre dietro. E piango.
Oggi è venerdì, e tra poco partirò. Mi si è avvicinata una persona, una perfetta sconosciuta che mi ha detto: perché non giochi con me?
Una bambina. La madre poco distante. Le ho risposto che non potevo e che stavo per partire, e lei mi ha risposto: partire? Per dove? Qui c’è tutto!
Questo venerdì sarà diverso. Oggi non vado a casa. Oggi resto qui. Oggi vado in un parco. Già so che piangerò, ma a casa, oggi, non voglio andare.
Tutto questo non è riferito a fatti, cose o persone realmente esistenti. Mi piace calarmi nel personaggio, ogni tanto.
Un saluto. Max.
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Lasciami cadere
Pubblicato da Max su 7 Ottobre, 2009

Lasciami scivolare sul ghiaccio dei tuoi sentimenti.
Lasciami tendere una mano che non verrà afferrata.
Ma lasciati chiamare.
Permettimi di continuare a cercare il tuo nome,
sui volti e tra la gente.
Permettimi di vivere con il tuo ricordo
stretto al petto.
Permettimi di scaldare i miei occhi
Con il corruscante ricordo dei tuoi gesti.
Sistemo la mia vita in base a ciò che conosco di te.
Organizzo i miei pensieri sugli schemi del tuo sorriso.
Penso a te anche quando non dovrei.
Penso a come ti fa piacere quando ti puoi abbandonare nelle braccia di un po’ di oscurità complice.
Penso a quando ci siamo persi in un mondo infinito dal respiro corto e voci sussurrate.
Penso a te, a quanto sai offrire ad ogni occhio attento, e che riesci ad affascinare anche l’osservatore distratto.
Penso a quanto potrei essere distrutto dal non poter più pronunciare il tuo nome. Penso a quanto mi confinerebbe in basso, sotto cumuli delle macerie dei miei sentimenti, essere privato del tuo nome. Mi basta continuare a poterti chiamare.
Mi basta poco per essere felice.
Mi serve ancora troppo per riuscire a dimenticarti.
Tutto questo non è riferito a fatti, cose o persone realmente esistenti. Mi piace calarmi nel personaggio, ogni tanto. Un saluto. Max.Pubblicato su Poesia | Contrassegnato da tag: chiamare, lasciami cadere, sussurro | Lascia un commento »
Che bella frase
Pubblicato da Max su 6 Luglio, 2009

Mi lascio andare sui sentieri delle parole perse.
Chiedo a chi incontro se riescono a scorgere il sole e dove sorge,
ma l’unica risposta che ottengo è un lungo lamento
di chi il sole ha smesso di cercarlo.
Mi lascio andare lungo i sentieri delle parole trovate.
Offro il mio aiuto a chi cerca di dare un senso a ciò che dice,
lasciando ciò che conosco nel buio di conversazioni vane.
Mi lascio andare lungo i sentieri delle parole.
Ormai vuoto d’ogni lbertà e sentimento
ascolto le parole che mi sono rimaste addosso
e noto, con sospetto, che c’è una sola frase:
attento mondo, io t’osservo.
Un saluto. Max.
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Un giorno
Pubblicato da Max su 5 Luglio, 2009

Pensiero Filosofico
Un giorno il vento spegnerà il sole, l’erba crescerà fino a prendersi la sua rivincita sugli alberi,
il mare si fermerà per puro dispetto, le nuvole scriveranni i propri nomi in cielo,
i suoni lasceranno per sempre gli strumenti, ed io,
in tale confusione,
cercherò solo il tuo sguardo per avere con me,
il mio pensiero felice.
Un saluto. Max.
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